Ciao Lia, la definizione che hai dato di "anestesia dei sentimenti" per Meno di Zero di Ellis è perfetta 🙂 Pure io quando l'ho letto a inizio anno (è stato uno dei primi romanzi di cui ho parlato sul canale) sono rimasto sconvolto dalla totale mancanza di empatia e di slancio vitale dei giovani protagonisti. Il libro è di metà anni '80, se ricordo bene, e fotografa la cosiddetta MTV Generation (spero non in modo fedele, sarebbe terribile). Fra l'altro la sensazione che ho avuto è di una progressiva discesa agli inferi della narrazione, una discesa che mi sembra una naturale evoluzione data proprio dall'anestesia che hai citato: se non provi nulla (neppure nelle scene di sesso si percepiva eccitazione e godimento in quei ragazzi) è "normale" assistere imperturbabili agli omicidi e alle efferatezze che contrassegnano il finale del libro. p.s. forse un barlume di umanità lo si trova nei flashback del protagonista, quando ricorda alcuni episodi della sua infanzia/adolescenza con la famiglia
Gran bella analisi quella che hai fatto! Meno di zero è davvero un libro apparentemente "semplice", ma con grandi implicazioni a cui si continua a pensare dopo tanti giorni e mesi dopo averlo chiuso.
Ciao Lia, la definizione che hai dato di "anestesia dei sentimenti" per Meno di Zero di Ellis è perfetta 🙂
Pure io quando l'ho letto a inizio anno (è stato uno dei primi romanzi di cui ho parlato sul canale) sono rimasto sconvolto dalla totale mancanza di empatia e di slancio vitale dei giovani protagonisti.
Il libro è di metà anni '80, se ricordo bene, e fotografa la cosiddetta MTV Generation (spero non in modo fedele, sarebbe terribile).
Fra l'altro la sensazione che ho avuto è di una progressiva discesa agli inferi della narrazione, una discesa che mi sembra una naturale evoluzione data proprio dall'anestesia che hai citato: se non provi nulla (neppure nelle scene di sesso si percepiva eccitazione e godimento in quei ragazzi) è "normale" assistere imperturbabili agli omicidi e alle efferatezze che contrassegnano il finale del libro.
p.s. forse un barlume di umanità lo si trova nei flashback del protagonista, quando ricorda alcuni episodi della sua infanzia/adolescenza con la famiglia
Gran bella analisi quella che hai fatto!
Meno di zero è davvero un libro apparentemente "semplice", ma con grandi implicazioni a cui si continua a pensare dopo tanti giorni e mesi dopo averlo chiuso.
Ciao Lia 🌻ho terminato un libro che ti consiglio di Romain Gary Gli aquiloni 🥹, sto leggendo I fratelli karamazov 📚
Grazie tante del consiglio!